NASCONO DALL'ANIMA PER ANNODARSI ALL'INFINITO

" Anch’io
celebro il sole.
Anch’io
ho un pezzo di me
che reciso
tarda a morire ."
Vi saluto cari lettori , ho due settimane di ferie e non scriverò più per un po'... Ho intenzione di stare una settimana in montagna,di visitare una mostra a Siena e di partecipare alle attività del centro di Pomaia. Naturalmente porterò con me il mio fido taccuino.Un saluto a tutti, a presto...
Frulli d'ali...
Il parto

Vedo lune acuminate
sulla carne della notte
a scavare un ventre
per il parto di luce
che spingerà parole
al di fuori del dovere
dove la vita non piange
rovesciata dalle sentenze
di uomini che vogliono
comandare un respiro
ma resta immobile
come uva d’estate
a seminare l’ombra
nel vivo della terra
ché preferisce morire
impiccata al silenzio
che appesa alle note
di stonate aurore
tanto la vita
fa il nido nella sabbia
ed io come pioggia
le muovo le labbra.
Mare ovunque

Mare ovunque.
Mare davanti
a volteggiare per noi
alla sbarra dell’orizzonte.
Mare dietro
a tatuarci le spalle
con aghi di spume.
Mare sopra
ad ancorare i gabbiani
sulle orme dei nostri cuori.
Mare a sinistra
nei tuoi occhi mossi
da remi d’incanti.
Mare a destra
a spingere la carne
nell’isola delle tue cosce.
Mare dentro
a riempirci l’abisso
scavato dal dubbio.
“Ci hanno impedito di salvarla” Ore 20,10: Eluana muore
Rissa al Senato. Il centrodestra accusa: “L’avete ammazzata”. Il Pd: “Sciacalli"
La Englaro si è spenta per le complicazioni dovute allamancata idratazione. La fine è stata accelerata?
Il Vaticano: il Signore li perdoni

Sotto il vetro delle parole
La candela della morte
ha bisogno
dell’ossigeno del silenzio
per condurre
gli occhi della vita
al letto della verità
dove ogni paradiso
dorme abbracciato
al proprio inganno
e sotto il vetro delle parole
che non cessate di soffiare
la verità può solo franare
in quell’abisso di cenere
dove dio non getta
la sua corda intatta.
Il libro che hai dimenticato
A Eluana
Il tuo corpo
è il libro che hai dimenticato
aperto sul letto
mentre correvi incontro
al tuo amore senza volto
che volle per sé
le labbra della tua anima
per insegnare alla gente
il dialetto della vita
che elide gli accanimenti
con virgole di silenzi
ed è per questo
che sopporti il tormento
mentre ognuno
ti volta la pelle
non per leggere
il tuo amore di carne
ma per incollare
altre pagine vane
sotto la tua parola Fine
scritta prima di partire.
Insegnare l’amore

che meglio accarezza
ad essere azzannata
dal muso della vita
e perciò il dolore
non deve affliggere
perché mai giunge
davvero per distruggere
ma per insegnare l’amore
alla nostra parte peggiore.
"I cadaveri non sono coricati un po’ dappertutto , in lungo e in largo, per la sala a gas ma pigiati in un ammasso alto fino al soffitto. La spiegazione è nel fatto che il gas inonda dapprima gli strati inferiori dell’aria e sale lentamente verso l’alto. E’ questo che obbliga i disgraziati a pestarsi, a montarsi l’uno sull’altro. Quale lotta disperata per la vita! Eppure si tratta di una tregua di soli due o tre minuti. Se avessero saputo riflettere, avrebbero compreso che stavano pestando i loro figlioli, i loro vecchi, le loro spose. Noto che in basso al mucchio dei cadaveri si trovano i neonati, i bambini, le donne, i vecchi. I loro corpi, spesso avvinghiati, recano i segni della lotta che li ha messi di fronte e sono pieni di graffi.Il naso e la bocca sanguinanti, il volto tumefatto e livido, deforme, li rendono irriconoscibili. Il gruppo del Sonderkomando, con dei grossi stivali di gomma ai piedi, circonda la montagna di cadaveri e l’inonda con potenti getti d’acqua. E’un’operazione indispensabile, perché l’ultimo atto della morte provocata per annegamento o col gas, è la defecazione involontaria. Tutti i morti ne sono insozzati..."

Viareggio non è la mia città ma ad essa sono molto legato perché è dalle sue labbra che ho imparato il mio nome ed è lì che mi sono innamorato perdutamente della poesia ottenendo gli unici spazi per diffondere la mia arte.
Con grande rammarico ho quindi appreso la notizia che l'amministrazione comunale di Viareggio capeggiata dal sindaco Lunardini,inizierà a fare dei tagli sulla spesa pubblica seguendo i dettami prescritti nel bilancio 2009.Il primo settore pubblico che verrà decapitato sarà quello della Cultura e tutto questo è terribilmente tragicomico perché questa notizia si affianca a ciò che sta rimbalzando da un po' di tempo sui TG regionali,ovvero la proposta di creare a Viareggio un casinò per posticipare il più possibile la fine della stagione turistica.
Sono sconfortato nell'osservare in questa città,come in molte altre città di Italia,il continuo dominare del corpo sull'anima e sebbene io sia riuscito a coltivare una mia aiuola di emozioni che nessuno riuscirà mai a sradicare,sono tremendamente preoccupato per i figli del mondo che nasceranno domani tra Uomini di plastica,tutti sempre più simili come lobotomizzati automi che guarderanno senza vedere,che considereranno il cielo solo azzurro e il mare solo profondo,che chiameranno assassino colui che è diverso,che si abitueranno alla guerra,che andranno a letto con mille persone senza mai conoscere l'amore,che inariditi dalla schiavitù del lavoro si annoieranno nei giorni di riposo,che perderanno il significato delle parole adottando la menzogna come verità assoluta.
Senza il sole della Cultura sulla vigna della vita cresce l'ignoranza e l'ignoranza ubriaca le menti e le rende manipolabili dalla prima illusione che predica da un balcone.
Chiedo perdono al mio futuro figlio se non sono riuscito a frenare la desertificazione dell'anima del mondo,ma lui capirà che ho fatto di tutto per impedirlo,continuando contro tutto e tutti ad annaffiare la mia aiuola di sentimenti e finché il cuore mi danzerà nel petto,da me pioverà sempre un verso con cui dissetare le radici dell'anima e colmare di profumo i capelli della vita.
Chissà se davanti a questi miseri eventi Mario Tobino scriverebbe sempre: "Viareggio in te son nato,in te spero morire" .
Due sacchi di stelle

Mi stendo buio
sulle carni
per suggergli dai seni
un brivido di tramonto.
Con mani inanellate
da incontenibili voglie
gli sfilo lesto le montagne
affondando la mia luna dura
in quel vello di fluida creatura.
Vuotandogli nel ventre
due sacchi di stelle.
A Frabrizio De André ,
quel Poeta che ebbe per penna una chitarra .
Ci uccide tutti

Ad ogni guerra
si spezza una corda
dall’arpa della vita
e dita stanche
di pizzicare l’invisibile
balbettano note
sempre più mute
mentre l’abitudine
già striscia sul palco
soffiando nell’acciaio
che spinge il silenzio
in un concerto di gesti
che ci uccide tutti.

LE GUERRE ANCORA NEL MONDO :

"un concerto di gesti
che ci uccide tutti" .
Sulla strada

Ci sono anime
dagli scudi di stracci
che muoiono due volte
sotto gelidi schianti:
dapprima distrutte
dal martello del freddo
dove le ossa urlano
con la voce del cemento
e poi sfregiate
con un silenzio diretto
dove da binari di neve
deragliano le lacrime.
Piramide

Tanto vasta
è la base del dolore
e tanto suprema
è la cima della gioia
e incastonato quassù
(sull’altalena di dio)
dimentico per sempre
d’avere tombe nel ventre.
Per rendervi gli occhi

La mia zattera di versi
ha tronchi possenti
e mai inciamperà
nelle caviglie delle onde
spargendo la mia anima
dove la verità non tocca
e sebbene il destino
mi crebbe naufrago
ed io chiami mamma
la mia pace selvaggia
non cederò allo sforzo
avvicinando un porto
per rendervi gli occhi
che perdeste negli abissi.
Solo da solo

Sono strette
le scale del vento
e posso scalarle
solo da solo
senza lacrime da bere
e collera da mordere
ma con pergamene d’anima
allacciate alle braccia
da spalmare sul cavalletto
di un pittore destino
che del mio coraggio
farà quel paesaggio
dove il mare diventa
un poeta che canta.
Rodeo

I versi
diventano briglie
con cui vincere
il rodeo del destino
e due colpi di cuore
nei fianchi della vita
bastano per galoppare
nel prato dell’anima.
« Io giro intorno a Dio, intorno all'antica torre - e giro per millenni e ancora non so, se sono un falco, una tempesta o un lungo canto. »

" Nessuno può darle consiglio o aiuto, nessuno. Non v'è che un mezzo. Guardi dentro di sé. Si interroghi sul motivo che le intima di scrivere; verifichi se esso propenda le radici nel punto più profondo del suo cuore; confessi a se stesso: morirebbe se le fosse negato di scrivere?
Se la giornata le sembra povera, non la accusi; accusi se stesso, si dica che non è abbastanza poeta da evocarne le ricchezze: poiché per chi crea non esiste povertà, né vi sono luoghi indifferenti o miseri .
L'esperienza artistica è così incredibilmente prossima a quella sessuale, alle sue pene e ai suoi piaceri, che i due fenomeni altro non sono in realtà che forme diverse di una identica brama e beautitudine" .
Dallo splendido libro "Lettere a un giovane poeta"
Si raccoglie d’inverno

La poesia
si raccoglie d’inverno
issandosi sui rami
che ignorano il sole
e ferendosi il petto
con le spine del buio
ma quando stremato
la spogli nel palmo
orgasmi di verità
ti piegano il dubbio
e vedi davvero
quel dio perfetto
che nutre di morte
per crescere di vita
e che il poeta prega
con muta parola.
Cuore disteso

Credo a un sole
senza braccia
che mi attende sospeso
su un drappo di cielo
e se vorrò curarmi
con bende di luce
dovrò voltarmi
e tentare di volare
ridendo versi
ad ogni crollo
perché soltanto
un cuore disteso
dell'Amore
è il caldo vaso.
Credere è una bella cosa, ma mettere in atto le cose in cui si crede è una prova di forza. Sono molti coloro che parlano come il fragore
Letargo

Anelli di addii
mi schiacciano le mani
e quadrupede avanzo
nella neve del pianto
fiutando un letargo
dal sonno sordo
che neppure Maggio
sveglierà urlando.
Strappandomi i ricordi

Piango vento
sul tuo volto di carta
che danza come zattera
sulla marea del mio dolore
e più mi dispero
strappandomi i ricordi
e più ti allontano
colmandoti gli occhi
con l’unica consolazione
di saperti distante
ad ancorare bugie
in altre darsene
mentre nuovi gabbiani
avidi di abbracci
s’incendieranno le ali
spogliandoti gli azzurri
prima di precipitare
come crollano le stelle:
piangendo virgole
tra verità mai dette.
L’inverno dell’inverno

Lenzuola di neve
nascondono i corpi
che muoiono d’amore
e identiche orme
di danze inverse
confessano sul manto
l’inverno dell’inverno
mentre ancora un volto
s’annoda al ricordo
salendo su un addio
per caderne impiccato.
L’ombelico della notte

La luna
è l’ombelico della notte
in vesti lacere
di nubi e promesse.
Dove piange
il sonno della vita
mentre rinuncio
al suo sogno perfetto?
Forse quaggiù
sulle mie figlie rotte
in culle mosse
da tenere bestemmie.
Mostra di pittura, i lavori più recenti di Giorgio di Giorgio alla galleria delle DifferenzeInaugurazione:
Venerdi 21 novembre 2008 ore 18°°
Orario Apertura:
Lunedi a venerdi ore 9°°-12.30 / 16°°-18.30
Sabato e domenica ore 17°°-19°°
Sala APT, palazzo delle Muse, piazza Mazzini - Viareggio
Google Maps
L'esposizione delle opere del Di Giorgio nella galleria di Crea corrisponde anche al riconoscimento di un lavoro svolto con impegno e tenacia, doti proprie di chi deve confrontarsi e operare giorno per giorno in situazioni complesse, nonostante le opere siano comunque visitabili ogni anno in primavera, quando lo studio del pittore si apre ad amici e persone interessate all'arte e alla conoscenza del suo personale linguaggio pittorico.
Il rapporto del Di Giorgio con Crea risale ad alcuni anni fa, quando una circostanza favorevole lo ha indotto ad iniziare, come esperto e volontario, una sperimentazione sulla comunicazione attraverso l'uso del linguaggio figurativo e del colore con i ragazzi e le ragazze della Comunità Alloggio Protetta “ArcaCasa” e del Centro diurno di socializzazione disabili “Giocoraggio”.
L'esperienza maturata nei laboratori di pittura e colore ha creato forti legami di affetto, amicizia e stima reciproca. Ragazzi e ragazze, operatrici e operatori e il pittore, insieme per imparare, esprimere, tradurre emozioni. In questo contesto sociale il Di Giorgio racconta di aver ritrovato interesse sincero, freschezza ed entusiasmo, componenti essenziali per chi opera nel campo dell'arte e della comunicazione, cosa che lo ha spinto a non dare all'esperienza un carattere episodico, dal momento che le espressioni artistiche così come le relazioni richiedono continuità e perseveranza.
Per sottolineare, approfondire e dibattere questi ed altri argomenti artistici e sociali si è voluto dedicare uno spazio alla riflessione intervallando la mostra (che rimarrà visitabile fino al 4 dicembre) con un incontro aperto a tutti, che si svolgerà Giovedì 27 novembre alle ore 16.30 nella sala APT del Palazzo delle Muse in P.zza Mazzini a Viareggio
Romanzo

Il vento
volta le pagine
del nostro viso
e ogni virgola
diventa una lingua
e tutti i punti
si mutano in baci
in questo romanzo
di prologhi eterni
che scriviamo sul buio
con penne di lampi
mentre ad un onda
che impavida s’innalza
affidiamo la stampa
dell'amore in bozza.
Tramonto

S’abbatte la notte
sul collo
e rotola un grido
nella cesta
E’ finito il buio
Per guardarci
è finito il buio
strisciando via
dentro graffi di parole
e adesso i nostri occhi
nuotano nelle distanze
che la verità innalza
con tempeste di luce
e tremendo è capire
che annegheremo presto
in un abisso diverso
e che nonostante tutto
ti dono un braccio.
L’uomo più forte
stremando la volontà
nell’acciaio dell’amore
e più realizzo
che non esiste un verso
per piegare il verso
che il poeta balbetta
davanti alla bellezza
di una donna aperta
dopo un bacio alla sua porta.
Oltre il destino
Con un dito
accendo il tuo arco
e scricchiolii di piacere
armano la mia freccia
con cui ci accingiamo
a sfidare la guerra
che già si combatte
tra brama e norma
mentre oltre il destino
tutto s’assomiglia
e gridiamo uccisi
dalla nostra stessa voglia.
Con un bacio
il tuo volto d’alba
ma il ricordo desterà
le vette dei pensieri
e anime sognanti
sbadiglieranno versi
sui cuscini del cielo
e petti infatuati
stireranno i sospiri
sulle lenzuola dei campi
e persino l’autunno
che balzerà leopardo
abbandonerà le macchie
nella polvere del tempo
per permettere a te
di ritrovare il sorriso
e per permettere a me
di spengerlo con un bacio.